La danza rappresentata nelle opere d’arte

La danza della vita di Edvard Munch (1899-1900)

Raffigurare la danza nell’arte ha sempre avuto il suo perché; il dinamismo, la bellezza e l’espressività della danza ne hanno fatto un soggetto attraente per innumerevoli artisti. La danza occupa una posizione importante nella natura umana. Che si tratti di una celebrazione, ritualistica o espressiva, la danza, come altre forme d’arte, ha anche un ruolo culturale significativo. Vediamo come gli artisti hanno catturato questa forma d’arte con una breve e non esaustiva panoramica sulla danza nell’arte.

L’arte della danza ha radici lontane

La danza è una forma d’arte che ha importanza in tutte le culture e i periodi di tempo, esprimendo emozioni e permettendo connessioni tra le persone. Come l’arte, è in costante evoluzione e cambiamento con i tempi, ma possiamo ancora trovare la stessa passione quando confrontiamo la danza del passato con la danza del presente. Fin dall’antichità, la danza è stata una parte fondamentale dei rituali, che hanno rappresentato momenti di aggregazione collettiva, come cerimonie e feste popolari. Infatti, questa disciplina è stata presente in tutte le culture umane partendo dai dipinti dell’antico Egitto, dell’antica Grecia, degli Etruschi e dei Romani. Inoltre, questo tema è stato indagato e rappresentato dall’arte anche durante il Medioevo, il Rinascimento, il Classicismo seicentesco, il Neoclassicismo, l’Impressionismo e la pittura del ‘900, fino ad arrivare ai giorni nostri.

Antica danza egiziana

L’illustrazione affianco mostra come la danza nell’antico Egitto era solitamente eseguita per onorare gli dei e anche in alcuni momenti speciali, ma il significato esatto dei movimenti particolari non può essere realmente decifrato dai dipinti sulle pareti. Nel frattempo, è chiaro agli storici e agli egittologi che la danza durante i tempi antichi era una parte comune e importante della vita.

Canova e la Danza

La Danzatrice con i cembali di Antonio Canova (1812)

La danza, che per sua natura cerca la bellezza nel movimento, diventa l’immagine per eccellenza della grazia nel neoclassicismo. La ripetizione delle figure danzanti all’interno della produzione canoviana testimonia l’interesse dell’artista per lo studio del movimento. Essendo un tema privilegiato, lo traduce in numerose statue di dee, muse, figure mitologiche, rilievi, disegni e tempera che esibiscono una notevole varietà di movimenti di danza e pose. La Danzatrice con i cembali, ad esempio, raffigura una giovane ragazza che, colta mentre esegue un passo di danza, afferra delicatamente i clavicembali con le mani.

Gli impressionisti e la danza, uno sguardo alle opere di Edgar Degas

È impossibile discutere la storia della danza nell’arte senza parlare degli impressionisti. I principi chiave del movimento si basano sulla cattura e rappresentazione di alcuni elementi come il movimento, l’energia e l’emozione sopra ogni altra cosa che sono strettamente correlati con il mondo della danza.

L’étoile di Edgar Degas (1878)

Edgar Degas nacque in una famiglia di amanti della musica a Parigi, dove il balletto era fiorente e si diffondeva in tutta Europa. Fin da giovane, Degas era sempre circondato dal balletto e ha sviluppato un intenso interesse, fino a trasformarsi quasi in un’ossessione. Dal 1860, l’artista frequentò il Palais Garnier e creò oltre 1.500 opere d’arte con ballerini come soggetti protagonisti. Secondo Degas, il suo intenso interesse derivava dalla visione del balletto sulla condizione umana, così come dalla volontà di rappresentare il dietro le quinte.

La vita delle giovani ballerine era estremamente impegnativa. Provenienti da famiglie spesso povere, le ballerine, soprannominate “les petits rats”, lavoravano sei estenuanti giorni alla settimana per provvedere alle loro famiglie. All’epoca, inoltre, la prostituzione era parte integrante della loro attività. Infatti, dietro al palcoscenico del Palais Garnier, teatro dell’opera di Parigi, era stata creata appositamente una grande sala di appuntamenti dove i signori ricchi potevano incontrarle e proporre atti sessuali in cambio di un sostegno finanziario portando queste giovani ragazze ad accettare questi compromessi essendo spesso la via di fuga dalla povertà e la spinta per avere successo come ballerine.

Questo fenomeno è rappresentato nel dipinto L’étoile (La ballerina solitaria). In prima linea nell’immagine c’è una ballerina su cui l’artista focalizza dunque l’attenzione, rendendo evidente la chiara matrice impressionista dell’opera. Dietro di lei, un’ombra, una figura maschile ben vestita con il volto oscurato. Questi contrasti netti evidenziano la realtà cupa di questi ballerini.

Tuttavia, non possiamo vedere questo come una sorta di attivismo femminista. L’artista, che aveva una visione misogina verso le donne, era noto per essere crudele con i ballerini. Li avrebbe deliberatamente sovraccaricati costringendoli a posare per ore per raggiungere il risultato artistico desiderato, come ammesso da lui stesso. Questi dipinti, anche se belli, spesso raffigurano una rappresentazione cruda e sinistra della danza, ma anche della natura umana.

Il Movimento dei Fauves e la danza

Il primo decennio del XX secolo è stato caratterizzato da un rapido cambiamento in senso sociale, politico e culturale. Il modernismo ha introdotto un paradigma completamente nuovo che è stato scioccante per molti. Una delle opere rivoluzionarie del periodo è certamente La Danza di Henri Matisse.

Una delle caratteristiche del fauvismo, il movimento istituito da questo pittore innovativo, era l’interesse per il primitivismo trovato nelle comunità indigene al di fuori dell’Europa. Ispirato da queste influenze, Matisse creò La Danza (La Danse) che ora è percepita come l’apice della sua carriera e un’opera d’arte moderna tra le più importanti.

La prima versione del dipinto, risalente al 1909, è conservata al Museum of Modern Art di New York, mentre l’altra, del 1910, è situata al Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo.

Danza nell’arte moderna della metà del XX secolo

Come nei movimenti precedenti, gli artisti moderni della metà del XX secolo, come le figure chiave della Pop Art Alex Katz e Keith Haring, hanno continuato a rappresentare l’affascinante dietro le quinte del mondo della danza, così come la gioiosa semplicità della danza.

Untitled (Dance) di Keith Haring (1987)

Nella tradizione classica della Pop Art, il semplice dipinto in stile cartoon di Keith Haring Untitled (Danza) rifiuta l’elitarismo (tendenza di una minoranza alla salvaguardia dei propri interessi in senso classista). Invece, riflette l’emergente cultura hip hop di New York del tempo, di cui Haring era un fan. Le linee audaci e i colori vivaci si ispirano ai ritmi vivaci e potenti della musica, mentre le piccole linee simboleggiano l’energia che si irradia dai movimenti gioviali dei ballerini. Proprio come il resto del lavoro di Haring, la pittura danza emana un senso di felicità, celebrazione e unità.

La danza nell’arte contemporanea

Oggi gli artisti continuano ad essere ispirati dalla magia della danza e le nuove tecnologie nell’arte permettono loro di raffigurarla con nuove modalità.

Danza nell’arte: una fonte di inspirazione senza fine

Le qualità dinamiche ed espressive della danza e la sua bellezza faranno che gli artisti la vedano sempre come un soggetto da esplorare.

Quale tra le rappresentazioni della danza nell’arte, viste in questo articolo, è la tua preferita?

Scritto da Ste