La figura di Pegaso nella mitologia

Come sicuramente  avrete notato o letto nel nostro Identikit (https://spuntisullarte.wordpress.com/2016/04/04/il-nostro-identikit/), sono fissato con l’oriente e in particolare con il Giappone; tuttavia un’altra mia passione è la mitologia, sia essa occidentale che orientale. Mi piace scoprire, conoscere e indagare quelle che sono le  tradizioni culturali o credenze di un’epoca o di una civiltà e vedere come queste caratterizzino o influenzino tale civiltà.
Quindi mi sembrava giusto portarvi prima o poi un contributo in questo contesto, preannunciandovi che non sarà il primo e l’ultimo, ma ce ne saranno molti altri.
Direi di cominciare questo nuovo percorso nella mitologia con Pegaso, una creatura mitologica utilizzata non solo nella letteratura e nell’arte ma anche nel cinema, nell’animazione e nella grafica (molti infatti i marchi presenti con questa creatura mitologica). Forse per il suo aspetto affascinante e allo stesso tempo misterioso?

Pegaso era, secondo la mitologia greca, un cavallo alato cui attività e caratteristiche erano quelle di aiutare alcuni eroi a sconfiggere i mostri, non a caso compare in due miti correlativi quali: Perseo che libera Andromeda e Bellerofonte che sconfigge chimera. Sono queste le due scene, come vedremo, che saranno le più rappresentate nell’arte.

Pegaso è, secondo alcune fonti, figlio di Poseidone, dio del mare e dei cavalli, e Medusa, la Gorgone famosa per la sua bellezza e per le sue chiome fluenti.
L’unione fra Medusa e Poseidone avvenne nel tempio della dea Atena (dea della saggezza, della guerra, delle arti e della giustizia), che, inorridita e furibonda per l’oltraggio subìto nel suo tempio, maledisse e trasformò Medusa in un mostro con la testa ricoperta di serpenti, il cui sguardo trasformava gli uomini in pietre.
Quando Perseo decapitò Medusa, dal suo collo, per alcuni dal sangue colato a terra, uscirono magicamente Pegaso, il cavallo alato e Crisaore un guerriero armato di spada. Un esempio di nascita di Pegaso nell’arte lo possiamo vedere anche da questa bellissima opera di  Filippo Falciatore qui sotto.

Filippo_Falciatore_-_The_Birth_of_Pegasus[1]

Filippo Falciatore, Nascita di Pegaso, 1738, Napoli, Museo Duca di Martina

La tela rappresenta il momento esatto della nascita di Pegaso, ovvero nel momento in cui Perseo decapita Medusa.
I personaggi qui rappresentati si possono immediatamente identificare grazie ad alcuni attributi caratteristici. La figura femminile è Atena e lo capiamo dal suo attributo quale lo scudo. Affianco a lei troviamo Hermes(Mercurio), che possiamo identificare attraverso il copricapo alato detto petaso e al caduceo che tiene in mano.
La figura maschile che regge il cavallo alato, è Perseo, di cui notiamo che con la mano destra regge, invece, la testa decapitata di Medusa.

La leggenda narra che Pegaso si fosse abbeverato alla fonte Pirene, sulla strada che conduceva al santuario di Poseidone, poi fosse volato sul monte Elicona, la sede delle Muse, mentre era in corso una gara di canto tra le Muse e le Pieridi (le nove figlie di Pierio di Pella e di Evippa, abilissime nel canto). Pegaso, commosso dalla dolcezza del canto, aveva colpito, con lo zoccolo lunato, il monte Elicona, che si era alzato fino al cielo e aveva fatto scaturire Ippocrene, “la sorgente del cavallo”, alla quale le Muse si sarebbero dissetate, nutrendo la loro ispirazione, per poi volare alla volta dell’Olimpo cantando con voce sublime.

_fronts_N-3093-00-000011-WZ-PYR[1]

Girolamo Romanino, Pegaso e le Musa, 1540 circa, Londra, The National Gallery

Il dipinto qui sopra mostra per l’appunto il momento in cui Pegaso, colpendo la terra con il suo zoccolo, crea Ippocrene. Leggenda cui possiamo avere testimonianza nelle Metamorfosi di Ovidio ( V , 312 : 36 , 374 : 430 ).
Intorno a Pegaso, poi, sono rappresentate le Muse che cantano e suonano la musica, accompagnate sullo sfondo dalle figlie di Pierio, che le videro partecipi di questa sfida contro le Muse.
Tale dipinto era probabilmente destinato a far parte di un mobile o forse il coperchio di uno strumento musicale.

La figura di Pegaso appare anche nel mito, come accennatovi a monte, che narra le imprese dell’eroe corinzio Bellerofonte. Si tratta di un valoroso cavaliere, a cui, in giovane età, un veggente predisse che avrebbe avuto bisogno di Pegaso, per riuscire a portare a compimento la sua missione nell’uccidere Chimera, mostro dalla testa di leone, dal corpo di capra e dalla coda di drago, che vomitava fuoco e fiamme.
Con l’aiuto di Atena e delle briglie d’oro che la dea gli aveva lasciato sul pavimento, quando l’eroe aveva dormito nel suo tempio, sognandola, Bellerofonte riuscì a domare Pegaso sconfiggendo così la Chimera. Come possiamo anche vedere da questi mosaici e dipinti:

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Adriano Fiorentino and Bertoldo di Giovanni_  Bellerophon Tames Pegasus_  Bronze statuette_  H 32_5cm_  c_ 1486_  Kunsthistorisches Museum, Vienna_

Bertoldo di Giovanni, Bellerofonte che trattiene Pegaso, Milano

Bellerofonte attese Pegaso vicino alla fonte Pirene, sull’Acropoli e arrivato il tramonto, come era sua abitudine, Pegaso si inginocchiò per bere.  Ed è in questo preciso momento che l’eroe uscì dal suo nascondiglio, imbrigliò la testa del cavallo con le briglie d’oro e gli balzo in groppa.  Ecco un esempio scultorio raffigurante l’esatto momento dell’imbrigliatura su Pegaso.

Pegasus, che non era mai stato montato, cercò di disarcionarlo, senza riuscirci perché Bellerofonte era un grande domatore di cavalli. Da quel momento Pegaso e Bellerofonte diventarono inseparabili fino alla morte dell’eroe che morì proprio cadendo da cavallo.
Bellerofonte dopo aver corso, con il suo cavallo alato, molte avventure, era diventato ricco e famoso, ma alla fine si era montato la testa e voleva salire in cielo fino all’Olimpo, la residenza degli dei, per diventare immortale.
Per questa eccessiva ambizione, come ci dice Pindaro, il padre degli dei, Zeus lo punì: mandando un tafano che punse Pegaso, il quale lo disarcionò, facendo precipitare il cavaliere dal cielo sulla terra.
Pegaso restò con Zeus, che lo utilizzò per trascinare nel cielo il suo mitico carro che trasportava le folgori, infine, prese il volo verso la parte più alta del cielo dove si trasformò in una nube di stelle scintillanti che formarono e formano tutt’ora una costellazione con il suo nome.

Interessante è anche vedere, per concludere l’articolo, come questa figura mitologica sia stata usata, sfruttata per chi vuole, in diversi ambiti come il cinema (Scontro tra titani), ma soprattutto nell’animazione (Hercules, I cavalieri dello zodiaco, Sailor Moon, per citarne qualcuno) e nella grafica (numerosi loghi/marchi/brand come volete chiamarli che ritraggono Pegaso).
Una figura mitologica del tutto buona e positiva che emoziona tutt’oggi prevalentemente i bambini: sognatori e anime pure.

P.s
Purtroppo l’immagine di copertina su wordpress prevedono tagli e non si può nemmeno scegliere la parte desiderata, come invece avviene su facebook. Tuttavia potete ammirare l’immagine di copertina nella sua piena interezza e maestosità andando sul sito: http://www.decorarconarte.com/epages/61552482.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/61552482/Products/Perseo-Pegaso-medusa-Sig12296 e cliccando l’immagine per ingrandirla.

Scritto da Max

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