Klimt e l’evoluzione del ritratto

Ecco il primo articolo scelto dai voi lettori attraverso un sondaggio. Sondaggio che prevedeva la scelta di un artista tra: Klimt, Courbet e Caracci. Ha vinto Klimt.
Per rimanere costantemente aggiornati ai prossimi sondaggi, vi invitiamo a seguire frequentemente questa pagina: https://spuntisullarte.wordpress.com/perche-questo-blog/sondaggi/

Nella sua produzione artistica, passando dallo storicismo accademico (di sua formazione) al modernismo internazionale, Klimt ha lavorato su molti temi tra i quali, fra tanti, ricordiamo: le allegorie, i disegni, i ritratti e i paesaggi.
Ho deciso di soffermarmi sui ritratti, perché si evince un’evoluzione sulla ritrattistica, che va dagli anni di fine Ottocento, caratterizzati da un forte realismo di impostazione classicista,  fino ad arrivare ai primi del Novecento, in cui il realismo del ritratto comincia ad essere impreziosito da elementi astratti e decorativi.

Ma vediamo nel dettaglio questo passaggio di stile, attraverso la visione di due opere realizzate per il volume Allegorie ed emblemi:

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nel primo una fanciulla, che impersona la Favola, regge con la mano destra la penna con la quale vergherà il cartiglio arrotolato posto alle sue spalle sopra un piano roccioso. Attorno a lei vari animali selvatici alludono alle narrazioni di Esopo o di La Fontaine. Se qui il riferimento è il Rinascimento veneto (Giorgione e Tiziano) con i suoi incarnati dorati e il diafano emergere delle figure dall’ombra della vegetazione, nell’Idillio Klimt ricerca invece la massiccia corporalità e la tensione muscolare di Michelangelo, mentre nel tondo centrale riecheggia la dolcezza neoclassica di Raffaello.
Dopo la morte del padre e del fratello Ernst, nel 1892, Klimt, dopo un lungo periodo di depressione e di crisi creativa, elabora i caratteri della sua nuova poetica. Ne dà una prima e mirabile prova nella seconda edizione di Allegorie ed emblemi.
La differenza tra le tavole del 1882-’84 e quelle dl 1895-’97 è molto forte. Se nelle prime infatti l’interesse di Klimt per il nudo e l’ornamento è ancora bloccato e irrigidito da un’impostazione classicista e di maniera; le seconde, più leggere e delicate, organizzano lo spazio in maniera più libera ed efficace, rispondendo al meglio alle novità formali dell’epoca, come potete vedere voi stessi dalle opere qui sotto.

Questo slideshow richiede JavaScript.

In tutte l’immagine centrale, fortemente volumetrica e marcata dall’uso di neri decisi, è incorniciata da uno spazio vuoto o delicatamente stilizzato, che alleggerisce la composizione. L’uso di lumeggiature bianche e oro impreziosisce le figure secondo un preciso stilema, che diventerà uno dei tratti distintivi dello stile dell’artista.

Gustav  Klimt è passato alla storia come il più grande pittore dell’universo femminile. Le sue donne, consapevoli della propria sensualità – e talvolta spiate mentre si abbandonano al piacere (come la Danae); oppure androgine e spietate giustiziere del mondo maschile (come la Giuditta) – sono le uniche creature viventi a popolarne in modo continuo l’immaginazione.
Così anche in un quadro realistico come La famiglia del 1909 l’elemento maschile è eliminato dalla rappresentazione. La madre dei due bambini è infatti una vedova triste e malinconica, che riporta alla mente la commovente Donna anziana sempre del 1909.

Vediamo ora, come questo cambio di stile si rispecchia nelle opere ritrattistiche di Klimt.
Ci sono essenzialmente tre fasi:
– la prima, caratterizzata da un forte realismo, quasi di una fotografia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

– la seconda, in epoca d’oro, caratterizzata dall’inserimento di elementi decorativi e geometrizzanti.
La peculiarità del periodo d’oro, che vede un massiccio e seducente uso dell’oro puro in foglia e carta dorata, consiste anche nel ruolo strutturale che questo colore assume nella pittura: come nel mosaico bizantino osservato in San Vitale (Teodora e la sua corte), l’oro klimtiano vuole trasfigurare la realtà e fissare l’immagine in una eterna sublime trascendenza, congelandola nella distanza e nella perfezione del metallo. L’uso che l’artista fa dell’oro ricorda la tecnica di Gentile da Fabriano: l’oro non è mai semplice fondale, ma, nelle due qualità di opaco e brillante, modula il rapporto tra le parti plastiche e quelle della superficie.

Questo slideshow richiede JavaScript.

– la terza, in pieno stile fiorito, in cui Klimt abbandona i fondi oro e il minuto decoro geometrico, accantona i soggetti mitologici e i residui di classicismo, aggiornando la propria pittura sull’esempio di innovazioni coloristiche di Van Gogh e Matisse.
Il mosaico prezioso, che irrigidisce in eleganze bizantine i quadri allegorici, viene sostituito da un variopinto tappetto di fiori e di motivi orientaleggianti.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nei numerosi ritratti femminili della società benestante del tempo, Klimt non si dimostra molto interessato all’indagine psicologica delle sue modelle. Quello che più conta per lui è la possibilità di fare incontrare il realismo volumetrico dell’incarnato con i motivi astratti e geometrici della sua fantasia.

Gustav_Klimt_046[1].jpgNel ritratto di Adele Bloch-Bauer, per esempio, il contrasto tra la resa realistica del viso e la decorazione ornamentale del vestito fa sì che la donna appaia incastonata come un gioiello prezioso, perdendo così tutto ciò che di troppo soggettivo e occasionale vi è a volte nel genere ritrattistico.
In questo ritratto, il periodo d’oro raggiunge il suo apice: si ha uno spazio agglutinato e dovizioso di ornamenti; l’abito diventa una tunica di metallo splendente della stessa materia della poltrona in fondo.

Nel luccicore degli ori e nella fitta vegetazione di quadrati, spirali, triangoli, ovoidi, occhi, i contorni della figura a campana restano ambigui. Solo il volto perlaceo e le mani intrecciate nervosamente sfuggono alla “metallizzazione” e appaiono come ritagliati nell’intarsio.

Voglio lasciarvi con un film, visto pochi giorni fa e che mi è piaciuto, inerente al ritratto di Adele Bloch-Bauer. Suppongo lo abbiate giù sentito e visto, ma è sempre bene ricordarlo anche per chi non se lo fosse visto.

Vi lascio il link del trailer (lo trovate in streaming):


Scritto da: Max

Annunci

11 thoughts on “Klimt e l’evoluzione del ritratto

    • Wow!! Sfrutta al massimo questo viaggio, Vienna è una città ricca di cultura. Sono contento che l’articolo ti sia piaciuto e che ti sia stato d’aiuto. Ho affrontato il tema dei ritratti perché poco trattato e mi è sembrata una cosa carina da fare. Non per farlo apposta, la maggior parte delle opere inserite qui si trovano a Vienna ahahaha 🙂

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...