La trasfigurazione della forma: da Paul Cézanne al Cubismo

La scorsa settimana mi sono soffermata su questo grande movimento che è il Decostruttivismo, analizzandolo solamente dal punto di vista puramente architettonico; ma le teorie di Jacques Derrida non coinvolgono solamente il lato progettuale. Il Decostruttivismo è un termine che può definire pratiche attribuibili a più manifestazioni dell’intelletto umano, dal linguaggio alla filosofia, fino alle arti visive e figurative.

Il primo che può essere considerato “decostruttivista” in ambito pittorico è Paul Cézanne: eliminando, nelle sue opere, il punto di vista unico (ossia il punto dal quale l’osservatore vede, con i propri occhi, l’oggetto), il famoso pittore arrivò a rivoluzionare le regole prospettiche, rappresentando la realtà secondo una logica non naturalistica.

800px-Paul_Cézanne_064

Paul Cézanne, Donna con caffettiera, 1895, olio su tela, Parigi, Musée d’Orsay

 In questo caso, la decostruzione mira ad una realtà decomposta che, anche se costruttiva, si basa su una nuova logica matematico-geometrica, come si può vedere ne Donna con caffettiera del 1895: qui, la caratteristica più evidente sembra la mancanza di spazio, resa sia dalla presenza dell’enorme porta chiusa alle spalle della figura, sia dalla prospettiva ribaltata del tavolino, nonché dal corpo della donna riassunto in forme geometriche.

Da Cézanne prenderà spunto un nuovo movimento, il Cubismo, che farà della Donna con caffettiera l’emblema del passaggio dal linguaggio post-impressionista a quello cubista.

Il movimento cubista, fondato da Picasso e Braque, partirà dalla decostruzione della forma per elaborare una teoria mirata al superamento della realtà secondo una propria interpretazione soggettiva: questo soggettivismo libererà l’oggetto da tutto ciò che è superfluo, da tutto ciò che non è essenziale, elaborandone una razionalità che serve a creare l’opera d’arte.

Picasso_RitrattoDiKahnweiler

Pablo Picasso, Ritratto di Daniel H. Kahnweiler, 1910, olio su tela, Chicago, Art Istitute

Nel Ritratto di Daniel H. Kahnweiler, famoso mercante d’arte e consigliere di Picasso, si può notare come tutti i volumi siano spezzati e reincastrati tra di loro, dando la sensazione visiva di osservare le sfaccettature di una pietra preziosa. L’opera, che si rifà ai dettami del Cubismo Analitico, rappresenta il carattere calmo del gallerista e, tra le varie sovrapposizioni, si notano distintamente la testa e le mani dell’uomo, come anche alcuni particolari dell’abito e la catena dell’orologio.

Nonostante le intenzioni del Cubismo, le differenze con il decostruttivismo architettonico restano profonde. Il movimento cubista, però, si legherà allo sviluppo di un importante filone dell’architettura, che farà di Le Corbusier il suo maggiore rappresentante e che si baserà sulla ricerca strutturale della forma architettonica.

Bisognerà, quindi, aspettare l’America che, con l’elaborazione dell’Espressionismo astratto e, poi, con la violenta gestualità dell’acrtion painting, si libererà della tirannia della forma in pittura.

                                                                                                      Scritto da Malerin

 

*Per chi fosse interessato all’articolo precedente sul Decostruttivismo in architettura, ecco qui il link https://spuntisullarte.wordpress.com/2016/02/27/decostruttivismo-architettura-senza-geometria/ *

 

 

Annunci

2 thoughts on “La trasfigurazione della forma: da Paul Cézanne al Cubismo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...